carciofo di paestum
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12/03/2022

Giovanni chiede: Come viene prodotto il Carciofo di Paestum?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

Il Carciofo di Paestum IGP è frutto di un’accurata e laboriosa tecnica di coltivazione, che gli operatori agricoli della Piana del Sele hanno affinato nel corso di decenni. Attualmente il metodo più affermato è l’utilizzo dei “carducci” (germogli che si formano dalle radici) prelevati direttamente dalle piante madri e piantati nel terreno durante il mese di settembre.


12/03/2022

Stefania chiede: Perché il carciofo viene coltivato nella Piana del Sele?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

Il carciofo è una pianta poliennale tipica del mediterraneo. La Piana del Sele ha un clima di tipo mediterraneo, mite da ottobre-dicembre e freddo nei primi mesi dell’anno, caldo da maggio a settembre. In particolare il carciofo di Paestum, per la sua precocità, in riferimento al periodo di produzione (febbraio-maggio), è proprio caratterizzato da un clima fresco e piovoso che conferisce maggiore tenerezza e delicatezza ai capolini e alla parte basale delle brattee e al ricettacolo più carnoso e gustoso, caratteristiche importanti per vari impieghi culinari e per il piacere del palato. Chiaramente, le caratteristiche tipiche del carciofo di Paestum restano invariate nel caso di variazioni climatiche perché gli agricoltori hanno messo a punto degli accorgimenti per porvi rimedio.


15/03/2022

Andrea chiede: Perché il carciofo di Paestum ha un marchio IGP?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

L’ IGP (Indicazione Geografica Protetta) è una certificazione che identifica un prodotto originario di un luogo, di una regione o di un paese alla cui origine geografica sono attribuibili una data qualità. Le caratteristiche pedoclimatiche della Piana del Sele, zona di produzione del carciofo di Paestum, rendono unico questo prodotto.


18/03/2022

Amedeo chiede: Quali sono i princìpi attivi contenuti nel carciofo ai quali è attribuita l’attività farmacologica?

Erborista, Dott.ssa Simona Otranto:

Il carciofo, così come tutte le piante, contiene innumerevoli componenti chimici che costituiscono il cosiddetto fitocomplesso risultante dalla naturale combinazione di quello che viene ritenuto il principio attivo (o i princìpi attivi) con altre sostanze, terapeuticamente considerate inattive o con attività di natura diversa, che globalmente conferiscono alla pianta le specifiche proprietà terapeutiche per cui viene utilizzata. I principali componenti considerati attivi del carciofo sono divisi in tre classi di sostanze: composti caffeilchinici (mono- o di-), lattoni sesquiterpenici e flavonoidi. Tra i primi si distinguono l’acido clorogenico e la cinarina. Quest’ultima non esiste in quantità apprezzabile nella pianta ma si forma durante il processo di estrazione per isomerizzazione. Entrambe queste sostanze sono importanti per la determinazione del titolo della droga. I lattoni sesquiterpenici, cynaropicrina e derivati, sono quelle sostanze che contribuiscono al sapore amaro delle foglie e si ritiene determinino le proprietà digestive, coleretiche e colagoghe della pianta. I flavonoidi sono prevalentemente derivati del luteolo (luteolina, etc.).


21/03/2022

Roberto chiede: Quando il carciofo di Paestum è stato riconosciuto IGP e quali sono le caratteristiche di distinzione rispetto ad un altro carciofo?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Carciofo di Paestum” è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 465/2004 (pubblicato sulla GUCE n. L 77 del 13 marzo 2004). Come si legge da disciplinare le caratteristiche di distinzione rispetto ad un altro carciofo sono la pezzatura grossa, forma sub-sferica, sapore gradevole, precocità, tenerezza e delicatezza dei capolini, colore verde con sfumature violetto – rosacee.


21/03/2022

Annalisa chiede: Quali sono le preparazioni tradizionali a base di carciofo?

Erborista, Dott.ssa Simona Otranto:

La principale forma in cui si utilizzano le foglie di carciofo è il decotto. Le foglie vengono lasciate in ebollizione per 10 – 15 minuti, poi filtrate e il liquido bevuto prima o dopo i pasti (dopo i pasti per disturbi legati alla cattiva digestione).

Tale preparazione è piuttosto amara. L’infuso, ossia la macerazione delle foglie in acqua bollente per 15-20 minuti risulta essere più gradevole ma meno efficace. La tintura è invece una soluzione idroalcolica ottenuta per macerazione delle foglie (fresche) in acqua ed alcol a 65° per 5 giorni. La moderna fitoterapia utilizza gli estratti secchi titolati preparati in laboratorio, sempre a partire dalle foglie, attraverso processi di estrazione, evaporazione del solvente, concentrazione rispetto ad un principio attivo la cui quantità risulta standardizzata e costante.


24/03/2022

Vincenzo chiede: Quali sono i problemi legati alla coltivazione del carciofo?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

Le piante di carciofo possono essere attaccate da diversi insetti e patogeni. Il carciofo è attaccato soprattutto da afidi neri (pidocchi) e larve di nottue. I pidocchi attaccano la pianta lasciando la melata e provocando fumaggine e sono favoriti dalle formiche. Le nottue sono bruchi di falena e si nutrono delle foglie centrali della pianta. Infine se non si gestisce correttamente il terreno il carciofo è vulnerabile ad attacchi fungini tra cui Fusarium e Peronospora, entrambe trattabili col rame.


26/03/2022

Laura chiede: A quando risale la presenza del carciofo nella piana del Sele?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

Le origini della sua coltivazione risalgono al tempo dei Borboni. Già nel 1811, se ne segnalava la presenza nella zona di Evoli, l’attuale Eboli, e Capaccio. Tuttavia, questa coltura si diffonde solo a partire dal 1929-30 con le vaste opere di bonifica e di rifondazione agraria apportate dalla riforma fondiaria, grazie allo sforzo di alcuni agricoltori del napoletano che realizzarono, nelle zone adiacenti ai famosi Templi di Paestum, le prime coltivazioni specializzate di carciofo.


29/03/2022

Andrea chiede: Che cos’è che indentifica l’IGP?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

IGP (indicazione geografica protetta) è una certificazione che identifica un forte legame che lega un prodotto con il territorio di origine, di un’area geografica che ne conferisce la qualità, reputazione o caratteristica specifica e ne favorisce e il sistema produttivo e l’economia del territorio. Inoltre contribuisce alla tutela ambientale perché il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, sostiene la coesione sociale dell’intera comunità. Da non sottovalutare, la maggior garanzia ai consumatori.


31/03/2022

Chiara chiede: Quali sono le principali caratteristiche botaniche del carciofo?

Erborista, Dott.ssa Simona Otranto:

Il carciofo, Cynara scolymus L., è una pianta erbacea, perenne, rizomatosa, con più gemme basali dalle quali si sviluppano foglie e fusti. Appartiene alla specie delle Asteraceae (Compositae) e viene coltivata nelle regioni temperate. Non si conosce la specie spontanea, si suppone sia nata dall’incrocio di due piante di cardo. Le foglie possono essere lobate (foglie giovani disposte alla sommità del fusto) o pennatopartite (foglie adulte, presenti alla base), di colore verde più o meno intenso, talvolta grigiastro nella pagina superiore. La pagina inferiore è verde più chiaro o grigio per la presenza di peluria.  Il fusto eretto può arrivare ad un’altezza di 1,60m. Le infiorescenze sono dei grossi capolini solitari inseriti su un ricettacolo carnoso circondato da numerose brattee. Ricettacolo e brattee dei capolini giovani sono la parte che comunemente mangiamo.


02/04/2022

Mariano chiede: Qual è la stagionalità del carciofo?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

Il carciofo sul mercato è possibile reperirlo in due tipi di varietà. Varietà autunnali caratterizzate da un capolino medio piccolo e varietà primaverili caratterizzate da un capolino medio-grande. In quest’ultime rientra il Carciofo di Paestum IGP ascrivibile al gruppo genetico del carciofo di tipo romanesco.


04/04/2022

Carla chiede: Qual è la parte commestibile del carciofo?

Nutrizionista Dott. Emanuele Alfano:

La parte edule della pianta è il capolino, cioè l’infiorescenza che si forma alle estremità del fusto principale e delle sue ramificazioni. Questo viene raccolto ancora immaturo per utilizzare la parte commestibile, il cosiddetto “cuore”.


04/04/2022

Sara chiede: Quali sono gli effetti che ha l’inulina sul nostro organismo?

Nutrizionista Dott. Emanuele Alfano:

L’inulina ha un duplice ruolo: un effetto ipocolesterolemizzante, riducendo così i livelli di colesterolo LDL, e nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, riesce migliorare il controllo glicemico.


07/04/2022

Vito chiede: Quali sono le origini del carciofo?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

Il carciofo è una pianta tipica mediterranea, coltivata principalmente in Italia, Spagna ed Egitto. Già gli egizi, i romani e i greci erano a conoscenza di questa di questa pianta. Si diffuse in Europa per scopi alimentari e fitoterapeutici. Giunse in Italia grazie agli Etruschi, a testimonianza raffigurazioni sulle loro tombe. Da alcune recenti ricerche èinterdisciplinari è emerso che il progenitore del carciofo sia il cardo selvatico, presente ugualmente nel bacino del mediterraneo.


08/04/2022

Mario chiede: In quali casi sono indicate le preparazioni a base di foglie di carciofo?

Erborista Dott.ssa Simona Otranto:

Le preparazioni a base di foglie di carciofo sono indicate in casi di epatopatie, insufficienza epatica, colecistopatie, steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”), digestione lenta e difficile, sonnolenza post-prandiale, ipercolesterolemia, iperuricemia, ritenzione idrica.


13/04/2022

Luca chiede: Quali sono i minerali maggiormente rappresentati nel carciofo?

Nutrizionista Dott. Emanuele Alfano:

Sicuramente il potassio, il quale ricopre un ruolo nel regolare la pressione sanguigna, e inoltre ritroviamo ferro e calcio e una singola porzione riesce a ricoprire un quinto del fabbisogno giornaliero di questi due minerali.


18/04/2022

Laura chiede: È presente la vitamina C nei carciofi?

Nutrizionista, Dott. Emanuele Alfano:

Si certo, Anche il contenuto di Vitamina C è elevato nei carciofi: una porzione da 300 g ne fornisce 36 mg, non male se consideriamo che l’assunzione giornaliera raccomandata per un uomo adulto è di 105 mg.


19/04/2022

Manuel chiede: Dove si produce il carciofo di Paestum IGP?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

La zona di produzione del Carciofo di Paestum IGP è concentrata nella Piana del Sele e comprende i comuni di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre, in provincia di Salerno, nella regione Campania. Questa zona è caratterizzata da un clima fresco e piovoso durante il lungo periodo di produzione (febbraio-maggio) che conferisce al Carciofo di Paestum IGP la caratteristica tenerezza e delicatezza molto apprezzate dai consumatori.


21/04/2022

Mario chiede: Quali sono le proprietà fitoterapiche del carciofo?

Erborista, Dott.ssa Simona Otranto:

Le preparazioni a base di foglie di carciofo hanno diverse proprietà. Sono antiossidanti, epatoprotettive, coleretiche, colagoghe, eupeptiche, antilipidemiche. Agiscono sui disturbi digestivi quali nausea, vomito, mal di stomaco, sensazione di gonfiore e sazietà. Favoriscono la secrezione, la fluidificazione e l’escrezione della bile nel duodeno. Per quanto riguarda le proprietà ipocolesterolemizzanti (abbassamento dei valori di colesterolo nel sangue) sono stati valutati e dimostrati scientificamente diversi possibili meccanismi d’azione (inibizione dell’ossidazione delle LDL, escrezione del colesterolo grazie all’azione colagoga, inibizione della biosintesi). Tradizionalmente si utilizzano anche per l’attività antireumatica, diuretica, antiurica.


22/04/2022

Raimondo chiede: Il carciofo può essere consumato anche crudo?

Nutrizionista, Dott. Emanuele Alfano:

Sì, certo. Il carciofo IGP di Paestum, per le sue caratteristiche organolettiche può essere consumato anche crudo a julienne, marinato in una soluzione di olio e aceto, da aggiungere a delle insalate.


26/04/2022

Valeria chiede: Secondo i dati ISTAT 2021 quanti sono gli ettari investi a carciofo in Campania e dove maggiormente viene coltivato il Carciofo di Paestum IGP?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

In Campania, secondo i dati ISTAT del 2021, le superfici investite a carciofo a piena area sono di circa 876 ettari. Il carciofo di Paestum viene coltivato maggiormente nei comuni di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Oglistro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre.


27/04/2022

Calogero chiede: Come si consiglia di consumare il carciofo?

Nutrizionista, Dott. Emanuele Alfano:

Per godere a pieno delle proprietà di questo ortaggio si consiglia di cuocerlo in poca acqua o con una cottura al vapore o al forno. È bene non prolungare troppo la cottura per mantenere invariate le proprietà.


28/04/2022

Ginevra chiede: Esistono altri possibili impieghi di altre parti del carciofo?

Erborista, Dott.ssa Simona Otranto:

I fiori, di un intenso color lavanda, sono poco conosciuti e utilizzati perché raramente si lasciano sbocciare. Hanno la capacità di coagulare il latte. Questa caratteristica è conosciuta da centinaia di anni. Recentemente, dall’infusione delle innumerevoli piccole infiorescenze che li compongono, sono stati estratti ed isolati specifici enzimi. I formaggi, ottenuti con il caglio vegetale ricavato dal carciofo, hanno una consistenza burrosa e un delicato gusto amaragnolo.

I piccoli capolini dei carciofi, mangiati crudi nella misura di 4-6 al giorno attenuano le diarree per la presenza di tannini.

In ambito cosmetico preparazioni a base di carciofo possono migliorare e regolare la produzione di sebo.


28/04/2022

Domenico chiede: Quale è la parte commestibile della pianta?

Nutrizionista, Dott. Emanuele Alfano:

La parte commestibile della pianta è il capolino, cioè l’infiorescenza che si forma alle estremità del fusto principale e delle sue ramificazioni. Questo viene raccolto ancora immaturo per utilizzare la parte commestibile, il cosiddetto “cuore”.


29/04/2022

Gennaro chiede: Che cosa succede al carciofo se non viene raccolto per il consumo?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

Il carciofo al suo interno, al centro del ricettacolo ha dei fiori che giunti a maturazione è possibile ammirarli perché le brattee allagandosi ne permettono la fuoriuscita, tipicamente di color lavanda e sensibili al freddo. Il carciofo un vero e proprio fiore.


 01/05/2022

Rosa chiede: Qual è il tipo di terreno più adatto alla coltivazione del carciofo?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

Il suolo per la carciofaia deve essere sciolto e drenante, la pianta richiede un pH del terreno compreso tra 6 e 6,5. Le radici sono fittonanti quindi è particolarmente importante lavorare il terreno in profondità con una vangatura accurata. Sono da scongiurare ristagni d’acqua che porterebbero malattie quali fusarium e peronospora.


02/05/2022

Salvatore chiede: Quando avviene la raccolta dei carciofi?

Agronomo, Dott. Roberto Camillo:

I carciofi vengono raccolti tra il primo febbraio e il 20 maggio, effettuando un taglio obliquo sui gambi ad una determinata altezza dal terreno. I carciofi vengono quindi selezionati e lavati secondo le tradizionali tecniche locali e trasportati in idonei stabilimenti per la conservazione, che deve avvenire a temperatura controllata e non può superare le 72 ore.


04/05/2022

Rossella chiede: Quali sono gli effetti che ha l’inulina sul nostro organismo?

Nutrizionista, Dott. Emanuele Alfano:

 L’inulina ha un duplice ruolo: un effetto ipocolesterolemizzante, riducendo così i livelli di         colesterolo LDL, e nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, riesce migliorare il controllo glicemico.


06/04/2022

Pietro chiede: Esistono delle interazioni con altri medicinali o altre possibili forme di interazione?

Dott.ssa in Scienze Ambientali, Rosa Ferro:

Nessuna interazione è ad oggi conosciuta.