Ricette con carciofo di Paestum

Il carciofo è un ortaggio altamente duttile in cucina, si presta a mille utilizza: in crema, come contorno per primi o secondi piatti oppure come entrée od antipasto. In questa sezione è possibile trovare tutte le migliori ricette di prelibatezze il cui ingrediente principale è il nostro carciofo.

Fregola con carciofi e salsiccia, la Sardegna a portata di piatto

Come cucinare una deliziosa fregola con carciofi e salsiccia

Quando si parla di carciofi, non si può non citare la Sardegna, terra fertile conosciuta per l’abbondanza di questo fantastico ortaggio.

L’isola dei Nuraghi e delle spiagge candide è tra le prime regioni per produzione di carciofi ed è per questo motivo che andremo a scoprire più da vicino una ricetta tradizionale, molto amata dal popolo sardo.

Scopriremo, di seguito, come preparare una gustosissima fregula con carciofi e salsiccia in pochi semplici passaggi.

Quali sono gli step fondamentali per una buona fregola con carciofi e salsiccia?

Molti di voi si chiederanno che cosa è la fregola, non essendo una pietanza ampiamente diffusa nel resto d’Italia. La fregola non è nient’altro che acqua mista a semola lavorata con forma di palline irregolari.

La preparazione comincia con la classica mondatura del carciofo che viene privato delle foglie più dure e del gambo, per poi essere tagliato e messo a mollo nell’acqua fredda con limone, al fine di non far annerire i carciofi. Mentre si sviluppa questo processo, potrebbe tornare utile mettere a cuocere il brodo vegetale, per poi preparare un soffritto a base di carote, cipolle, sedano e prezzemolo con un filo d’olio EVO.

Una volta salita la temperatura, sarà il momento giusto per aggiungere la salsiccia spellata e fatta a pezzetti all’interno del soffritto per poi scolare i carciofi e farli saltare in padella con la salsiccia dopo aver sfumato il tutto con un bicchiere di vino bianco.

Ricordate del brodo in preparazione mentre eravate impegnati con tutte queste operazioni? Bene, ora è il momento di versarlo con un mestolo dopo aver fatto saltare la fregola all’interno della padella al fine di mantecare il tutto e rendere più saporito questo eccezionale piatto unico.

Concluso l’impiattamento, consigliamo un poco di prezzemolo tritato e formaggio grattugiato, preferibilmente pecorino per attenersi alla tradizione locale e gustare a pieno i sapori della Sardegna.

Carciofo alla mammarella, tipico della tradizione pasquale napoletana

Il carciofo è uno dei piatti più amati del periodo primaverile ed è tra le pietanze proposte nel periodo pasquale a Napoli e dintorni.

La differenza tra i carciofi mammole o mammarelle in confronto a quelli tradizionali è data dalla grandezza, essendo questi più grandi. Si dice che venissero chiamati così, appunto, per la loro stazza ricca di foglie carnose che abbracciano il cuore del carciofo, proprio come fa una madre amorevole con i propri figli.

Il miglior modo per mangiare questi carciofi? Lo scoprirete nel corso dell’articolo!

 Carciofi lessi o all’insalata con pinzimonio

Uno dei metodi di preparazione più classici e amati è quello del carciofo lessato, che prima viene ripulito dalle foglie più dure e privato parzialmente del gambo che dovrà essere affinato “a chiodo” per poter creare una cavità al centro. In seguito, bisognerà risciacquare con acqua fredda e farcire il cuore con trito d’aglio, prezzemolo, menta e volendo anche pecorino a scaglie per poi disporre in piedi i carciofi in una pentola colma d’acqua. La cottura durerà circa 40/50 minuti con la pentola chiusa dal coperchio.

Una volta concluse queste operazioni, il carciofo dovrebbe risultare tenero e pronto per essere messo in tavola ed intinto con un pinzimonio (Leggi la ricetta del carciofo in pinzimonio) costituito in maniera molto basilare da sale, olio e pepe mixati nello stesso recipiente. Facile, veloce e gustoso!

Carciofi ripieni alla napoletana

Il processo di pulizia e mondatura del carciofo ripieno è identico a quello del carciofo lesso, con la sostanziale differenza inerente all’ammollo in acqua e limone per evitare l’annerimento del carciofo e l’imbottitura, la quale vede l’aggiunta oltre alle spezie precedentemente citate di pan grattato, provola, olive, capperi per farcire in maniera ancora più gustosa le nostre mammarelle.

Scegliete una teglia da forno abbastanza larga da poter contenere i vostri carciofi, aggiungete olio, sale e acqua prima di infornare a 180 gradi per circa 30 minuti e “a’ carcioffl mbuttunat’” è pronta per essere servita e gustata!

Quali sono le migliori ricette per valorizzare i fondi di carciofo?

Vuoi preparare un piatto veloce, poco calorico e gustoso? Il fondo di carciofo si presta benissimo a queste richieste!

Cotto in padella, nel tegame o farcito con altri ingredienti può trasformarsi in una pietanza dai sapori inaspettati.

In questo articolo analizzeremo le varie proposte con annesse ricette facili da preparare a casa. Ovviamente vi raccomandiamo di utilizzare il carciofo di Paestum IGP per apprezzare pienamente i prodotti della nostra amata terra.

Fondo di carciofo in padella, pentola o in tegame: cosa cambia?

Il fondo di carciofo ha una lavorazione di base molto semplice: bisogna mondare i carciofi, togliendo tutte le foglie più dure e lasciando solo il fondo, conosciuto anche come cuore. In seguito, i carciofi verranno torniti e spuntati con un coltello per poi essere immersi in acqua e limone, evitando il rischio di annerimento degli ortaggi in questione.

Una volta terminato il processo di pulizia e preparazione dei carciofi, questi saranno pronti per la cottura che può avvenire in vari modi.

Cottura in padella

La cottura in padella richiede circa 20-30 minuti.

In base alle preferenze personali si può soffriggere uno spicchio d’aglio o un po’ di cipolla con un filo d’olio o con una noce di burro. Raggiunta la doratura, bisognerà posizionare i fondi (o cuori) dei carciofi all’interno della padella e rosolarli su entrambi i lati e, in seguito, sfumare con del vino bianco per poi aggiungere del brodo o acqua calda con del sale che coprirà per metà i carciofi. Ponete il coperchio sulla padella, fuoco lento, cottura per 20-30 minuti e i fondi saranno pronti per essere gustati una volta impiattati con una spolverata di prezzemolo e formaggio grattugiato per insaporire ulteriormente la pietanza.

Cottura in pentola

La cottura in pentola richiede all’incirca le stesse tempistiche della cottura in padella ma, ovviamente, i carciofi verranno bolliti anziché soffritti.

Una volta portata l’acqua ad ebollizione, i carciofi verranno prelevati dalla marinatura in acqua e limone per essere lessati in una durata di tempo di circa 15-20 minuti. Una volta raffreddati, potranno essere serviti con olio, sale, limone o altri condimenti in base alle preferenze personali.

Cottura in tegame

In conclusione, parliamo anche della cottura in tegame che può avvenire sia sui fornelli a gas o induzione che all’interno del forno. Il piano d’azione è praticamente simile alla cottura in padella, ma per chi apprezza il cuore di carciofo con una maggiore doratura e croccantezza può utilizzare lo stesso procedimento con il tegame. Le tempistiche si aggirano sempre tra i 20 e i 30 minuti.

 

Carciofo in pinzimonio: meglio bollito o a crudo?

Il carciofo in pinzimonio è molto semplice da cucinare, richiede poco tempo ma necessita della giusta attenzione durante la preparazione del piatto.

L’interrogativo che molti si pongono, però, è legato alla sua cottura: è preferibile mangiare il carciofo in pinzimonio bollito o a crudo?

Non sappiamo darvi una soluzione in assoluto perché dipende dai gusti, ma possiamo darvi alcune istruzioni sulla preparazione di questo piatto veloce, ma dal gusto intenso.

Vi ricordiamo che, purtroppo, non potrete trovare i carciofi in pinzimonio alla Tredicesima edizione della Festa del Carciofo di Paestum, però vi daremo tutte le direttive possibili per testare a casa questa pietanza squisita.

Carciofo in pinzimonio bollito

La preparazione del carciofo in pinzimonio bollito richiede un passaggio intenso sotto l’acqua corrente fredda per ripulirlo da impurità e, in seguito, si passa all’eliminazione delle foglie esterne più dure per poi accorciare il gambo. In seguito, si procede alla cottura dei carciofi in una pentola colma d’acqua per circa 15 minuti.

Una volta terminate queste operazioni bisognerà scolare i carciofi, farli raffreddare e servirli con olio EVO, sale e pepe in delle piccole coppette da pinzimonio. Il modo giusto per gustarlo? Sfogliarlo piano e rosicchiare la parte tenera fino ad arrivare al cuore di carciofo, la parte più saporita, che verrà tagliata a due o quattro parti, ripulita dalla “barba” e intinta nell’olio.

Carciofo in pinzimonio crudo

Il carciofo in pinzimonio crudo differisce per alcuni particolari nella preparazione in confronto a quello bollito. Il lavaggio, la mondatura e la pulizia sono dei passaggi in comune ma, al posto della cottura, il carciofo crudo viene messo a mollo per circa 5/10 minuti in acqua fredda e succo di limone per fare in modo che questo non annerisca.

A conclusione di questo processo, il carciofo viene tagliato a strisce o fette molto sottili, per essere poi condito con olio EVO, sale, aceto balsamico e… Il piatto è servito!

Quali ingredienti utilizzare per un buon pinzimonio?

Il pinzimonio è principalmente composto da sale, olio e pepe ma alcuni ingredienti possono variare in base ai gusti personali.

Quali sono quindi gli ingredienti perfetti da poter aggiungere al pinzimonio “base”?

  • Aceto bianco, per chi ama i sapori forti.
  • Aceto balsamico, per chi preferisce addolcire la pietanza.
  • Limone o senape per conferire una certa acredine al piatto.
  • Origano, prezzemolo e aglio per aromatizzare al massimo.
Carciofo in pinzimonio

© giallozafferano.it

Per altre ricette inerenti al Re della primavera, vi aspettiamo alla Festa del Carciofo IGP di Paestum!